Comune di Rodano (MI)

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Cultura e Tempo libero

Riferimenti

Istruttore Tecnico:                   

Giuseppe Curcio        tel. 02-95.95.95.226           email  cultura@comune.rodano.mi.it

Collaboratrice Amministrativa: 

Morena Mainetti       tel.02-95.95.95.212            email  trasporti@comune.rodano.mi.it

 


 

Cenni Culturali

 

Basso rilievo Carlo Chiodelli


Basso rilievo di marmo di “Carrara bianco – statuario” di dimensioni 40x60 che riproduce lo stemma comunale, opera dello scultore rodanese Carlo Chiodelli e donato al Comune di Rodano durante la 1^ edizione della Festa del Paese “Rodano 1869... Comune in Festa” il 21 giugno 2007.
L'opera è esposta all’ingresso del Municipio.


Bassorilievo

Affresco di Casa Gola

L'affresco si trova al primo piano a Casa Gola, in una nicchia usata per riporre le lampade o le candele. L'affresco è stato scelto, tramite un concorso popolare, come logo della Cultura a Rodano.

Affresco Casa Gola


 Sarcofagi

 I sarcofagi recuperati dalle cascine di Rodano ed esposti davanti al Municipio a Lucino, sono difficili da datare esattamente, visto che non possono essere messi in relazione con altri resti. Sarcofagi simili, con tetto a doppio spiovente ornato di acroteri, sono solitamente datati al periodo tardoromano (IV - V sec.) - altomedievale (VI-VII). I sarcofagi romani più antichi (inizio della produzione collocabile nel II-III sec.) hanno spesso gli spioventi più ripidi e gli acroteri maggiormente rilevati. Il fatto che il coperchio di Rodano sia piuttosto basso potrebbe farlo ritenere, quindi, di epoca altomedievale (VI-VII secolo). Il ritrovamento a Rodano della croce longobarda potrebbe essere un elemento in più per datare sia la fabbricazione sia l'uso dei sarcofagi intorno ai secoli VI -VII. In molti casi di simili rinvenimenti, e anche per i ritrovamenti di Rodano, le vasche ed il coperchio sono stati usati in età contemporanea o come abbeveratoio o come canaline di scolo, ed in essi sono stati praticati fori di scarico; il coperchio ritrovato sembra sia stato sagomato per far scorrere meglio l'acqua”.
D.ssa Laura Simone, curatrice del recupero nel 2005 Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia.

Sarcofagi

Croce di Rodano

 Interessante reperto ritrovato agli inizi del secolo scorso nella frazione di Cassignanica. Ricavata da una sottile lamina d'oro lavorata a sbalzo, è uno splendido esempio delle decorazioni funerarie che i longobardi avevano in uso nel VII secolo. La Croce presenta un disegno di notevole complessità, difficile da decifrare; è mancante del braccio di sinistra che, si crede, riportasse specularmente le immagini riprodotte su quello di destra. Sicuramente l'iconografia rappresentata non è quella classica cristiana. La Croce è oggi esposta al Museo Archeologico di Milano nella sezione dedicata al popolo longobardo e una copia è esposta nella Sala comunale di Casa Gola.
Ogni anno il Sindaco premia con una copia della Croce i cittadini benemeriti.

Croce Rodano


Corsi Comunali 2011

 Al momento non sono presenti corsi.

 

Rodano e il Polo Martesana

Polo Martesana

Per informazioni collegati a www.polomartesana.com



Rodano e Il Sistema Turistico Provinciale

 

Tenuta Trenzanesio – Villa Litta


Il nome deriva da Retenate o meglio dalla Cascina di Retenate, che ancor oggi si può ammirare in buono stato nella Tenuta Invernizzi in Trenzanesio, La chiesetta di Trenzanesio, le Cascine Torrazza, Bruciata, Trenzanesio e la Villa Litta, ora Invernizzi, fanno parte della Tenuta Trenzanesio. La villa, a pianta quadrangolare con salone passante che disimpegna tutti gli altri ambienti, terminando in un portico sulla facciata principale, riproduce uno schema tipico di molte ville lombarde. E' interessante notare che la villa è disposta ed organizzata lungo un asse in direzione est/ovest, con il giardino contenuto entro un perimetro rettangolare ad occidente ed i rustici con la chiesa, che costituiscono un vero e proprio piccolo borgo, ad oriente. Il giardino intorno alla villa si è conservato intatto, con la grande peschiera rettangolare alimentata da copiosi fontanili che non seguono il perimetro della casa, ma se ne discostano per lasciare spazio a due piccoli giardini sopraelevati ed appartati immediatamente a contatto con la casa. Alcuni studiosi ritengono che Villa Litta sia stata eretta nel 1540 a cura dell'architetto Giovanni da Pandemuro, allievo del Palladio; altri sostengono che sia nata esattamente un secolo dopo, nel 1640, per volere di Guido Litta, Vescovo di Milano.
In effetti l'unica data certa della quale si è a conoscenza è il 1688, anno in cui Pompeo Litta e la di lui Famiglia ottennero l'investitura feudale di Trenzanesio.
Nel 1800 la villa passò per diritto di successione alla Famiglia Greppi. Negli anni '40 e „50 fu sede di un colorificio e solo nel 1955 fu acquistata dalla Famiglia Invernizzi.
Non essendoci eredi, dopo la scomparsa dei proprietari, la tenuta è gestita da una Fondazione.


Per conoscere meglio la tua provincia visita il sito www.vivimilano.it.

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